La verità sulla chiusura della Tavistock

Esattamente come temevo si sta facendo una totale strumentalizzazione della notizia della chiusura della clinica Tavistock inglese, passando notizie totalmente false su quanto sta succedendo in Inghilterra. Innanzitutto non verrà chiusa la clinica ma solo il reparto che si occupa di varianza di genere inoltre, e soprattutto, la notizia non è una cattiva notizia ma una buonissima notizia. La chiusura infatti non è una vera e propria chiusura ma una decentralizzazione del servizio per ridistribuirlo in maniera più equa sul territorio diminuendo le liste d’attesa e quindi lo stress che tempi lunghi provocano alle persone (questo a dimostrazione del fatto che non è vero che vengono somministrate le terapie al volo e come acqua potabile!). Per chi non lo sapesse per poter accedere a un percorso di transizione in Inghilterra presso la Tavistock bisogna infatti mettersi in lista di attesa. Queste liste superano i due anni minimo di tempo. Una volta che arriva il proprio turno inizia il periodo di valutazione durante il quale persona e famiglia vengono analizzati e interrogati e sottoposti a incontri psicologici per almeno un altro anno. Dopo questo altro anno se si ritiene che la situazione debba procedere si inizia la valutazione medica per iniziare le terapie. Questa è la realtà. Una realtà che erano davvero molti anni che andava migliorata. Cosa che finalmente sta succedendo.

Vi riporto le parole del sito dell’associazione Mermaids UK per capire meglio che cosa succede:

“Ieri abbiamo appreso una grande notizia: i servizi sanitari di genere in Inghilterra sono destinati ad espandersi e coloro che sono attualmente pazienti GIDS – Tavistock – o in lista d’attesa passeranno al nuovo servizio senza ulteriori ritardi.

Se hai avuto la sfortunata esperienza di leggere titoli di notizie fuorvianti secondo cui “Tavistock è in fase di chiusura”, potresti aver avuto paura per il futuro dell’assistenza sanitaria di genere per i giovani. Quindi siamo qui per cercare di correggere la notizia e rassicurarti che questa potrebbe essere, nel complesso, una buona notizia!

Che è successo?

Giovedì 28 luglio, il sistema sanitario inglese ha annunciato che l’attuale unico fornitore di servizi sanitari per l’identità di genere per bambini e giovani in Inghilterra, NHS Tavistock e Portman (conosciuto da molti semplicemente come Tavistock), sarà sostituito nella primavera del 2023 da due centri regionali – uno a Londra e un altro nel nord-ovest.

Questa notizia segue le raccomandazioni della revisione indipendente del Dr. Cass su questi servizi, che ha riconosciuto, come abbiamo fatto per decenni, che l’attuale servizio GIDS non è all’altezza di far fronte alla crescente domanda e c’è bisogno di un servizio migliore a 360 gradi cura.

Una volta che questi due centri saranno operativi, il piano prevede che NHS inglese espanda i centri in tutto il paese, suggerendo fino a otto in totale.

Poiché secondo la Cass Review sembrano non esserci prove sufficienti sull’uso dei bloccanti della pubertà per essere sicuri di come e quando prescriverli, il sistema sanitario inglese avvierà quindi un “protocollo di ricerca” di cui chiunque assuma bloccanti della pubertà farà per costruire questa base di prove.

Cosa cambia?

A breve termine: niente. Chiunque sia in attesa di essere visto presso la Tavistock, o attualmente è loro paziente, continuerà ad esserlo, senza ulteriori ritardi. Bloccanti e ormoni possono ancora essere prescritti come al solito.


A lungo termine, speriamo di poter finalmente assistere all’inizio del cambiamento che chiedevamo da tempo. Tra cui: servizi più vicini a dove vivi, tempi di attesa più brevi perché ci sono più persone e servizi e maggiore omogeneità nel trattamento in tutto il paese.

Quali sono i pro e i contro?

Da quanto proposto dalla Dr. Cass, siamo cautamente ottimisti sui benefici che questo modello potrebbe apportare, tra cui:

Maggiore capacità nei servizi sanitari di genere, che significa tempi di attesa più brevi (attualmente a due anni e mezzo per un primo appuntamento)
Servizi regionali in tutta l’Inghilterra, che porteranno il supporto più vicino a casa.
Un approccio più olistico – che non vuol dire come si è detto in Italia no trattamenti farmacologici e più terapie psicologiche – all’assistenza, collegando diversi servizi locali attraverso un modello di assistenza condiviso, piuttosto che aspettarsi che i pazienti colleghino i punti attraverso diversi tipi di supporto medico
L’approccio delineato all’assistenza affronta questioni chiave che abbiamo sollevato continuamente, tra cui: supporto per coloro che sono in lista d’attesa, una varietà di percorsi che riconoscono che ogni persona ha bisogni e desideri diversi.
Una rete nazionale per costruire capacità, comprensione e migliori pratiche tra i servizi regionali dovrebbe contribuire a portare una maggiore coerenza tra i servizi.

Naturalmente, non sono tutte buone notizie e abbiamo ancora alcune preoccupazioni. Dovremo aspettare i dettagli su alcune parti, soprattutto per assicurarci che il trasferimento a nuovi servizi non dimentichi nessuno.

Inoltre, non siamo contenti dell’ idea che chiunque acceda ai bloccanti della pubertà debba far parte di una ricerca a lungo termine: riteniamo che ci debba essere un’opzione di esclusione poiché nessuno dovrebbe essere studiato per accedere all’assistenza sanitaria.

Cosa significa questo per i servizi di identità di genere nel resto del Regno Unito?

È importante ricordare che la Cass Review e queste modifiche proposte sono specifiche del NHS dell’Inghilterra, quindi i servizi in Scozia, Galles e Irlanda del Nord non saranno direttamente interessati.

Che succede ora?

Come sempre, sosterremo i bisogni dei bambini e dei giovani trans, di genere diverso e non binari e delle loro famiglie durante questo processo. Le persone trans e le loro famiglie devono essere sempre coinvolte e le liste di attesa non devono allungarsi a causa di queste proposte.

Ci impegneremo in modo significativo con i responsabili politici in questo settore, centrando le voci delle nostre comunità e continueremo a lottare per ciò di cui abbiamo bisogno per riparare questo sistema rotto”.

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