l’IDAHO, la giornata internazionale contro l’omobitransfobia. Ma se ne parla oggi , domani e poi fine. 

Leggendo tutti questi articoli mi sta venendo in mente che sono una donna fortunata perchè in tanti hanno avuto dei veri problemi sul lavoro. Io sono fortunata: lavoro in una azienda pubblica, ho i miei diritti. Per me l’umiliazione, se c’è stata, è stata davvero marginale, molto diluita. È stata più che altro sociale e non professionale. Però un pochino, sì, c’è stata. Quindi è vero che le persone come noi, soprattutto le donne trans che ci mettono la faccia,  sono le persone più fragili. Siamo le persone più esposte perché a volte anche esteticamente siamo quelle che si notano di più. La verità , e ci pensavo stamattina mentre sistemavo mia suocera malata di alzheimer, è che siamo persone come tutte. Non vogliamo altro che una vita serena, degli affetti, degli amici, un lavoro, una casa.  Penso alla mia vita che è veramente normale. Alcune mie colleghe pensano ancora che le donne trans siano persone  che gravitano nel mondo dello spettacolo e frequentano ambienti fantasiosi. La mia vita invece, se ci penso, è davvero grigia: mi alzo la mattina, mi preparo, vado al lavoro, torno dal lavoro, faccio la spesa, mi prendo qualche piccolo momento per me per andare dall’estetista o dalla parrucchiera, qualche volte con Lucia magari andiamo al mare. Le giornate sono scandite dal lavoro, dagli impegni, dalla suocera da accudire. Stamattina mi sono alzata e sono andata da lei, l’ho lavata, l’ho vestita, le ho dato il caffelatte, l’ho messa un po’ in poltrona a pisolare poi sono venuta su ho dato da mangiare al gatto…. Quando sento parlare di teorie gender o di quel imbecille di Orban che parla dei bambini, della sostituzione della popolazione europea o di lobby lgbt mi domando: ma come fa la gente veramente a credere a queste cose? Se ci fosse veramente una lobby probabilmente sarei ricca, sarei sistemata diversamente , sarei come i massoni infiltrata in altro loco, chi lo sa. Invece ci arrabattiamo per arrivare a fine mese come tanti. Ma alla gente fa comodo crederlo. Io ci credo che ci sia un lobby lgbt, ma non una lobby come dice Salvini, credo che ci sia, come diceva Harvey Milk, una componente anche consistente di omosessuali borghesi ben inseriti nella società che vedono noi persone trans, e soprattutto noi donne trans, con fastidio. Forse siamo utili nelle manifestazioni, quando ci sono le  giornate commemorative, siamo utili per le statistiche, per chiedere i diritti dicendo “guardate che quest’anno sono state uccise tot persone trans in tutto il mondo…”. Però poi, nella vita di tutti i giorni, creiamo imbarazzo, un po’ per il nostro aspetto, un po’  per le nostre richieste, per il nostro voler dire “ormai ci siamo anche noi”. Questo lo penso anche in virtù del fatto per esempio che avevo sentito una intervista in cui si proponeva che il giorno del tdor fosse trasformato in un giorno di lotta alla discriminazione in genereale. Che cosa assurda diluire dentro questo calderone del politicamente corretto la nostra giornata della commemorazione. Siamo noi persone trans quelle che siamo state ferite, maltrattate, siamo noi che siamo morte o che ci siamo suicidate. Perché noi non dobbiamo non ricordare i nostri morti?  Quindi  belle sì queste giornate come ieri, l’IDAHO, la giornata internazionale contro l’omobitransfobia. Ma se ne parla oggi , domani e poi fine. Per fortuna che c’è chi cerca di tenere i riflettori accesi anche il resto dell’anno. Io, ti ho detto, mi sento fortunata, anche se poi l’esclusione sociale un po’ anche io la percepisco, e mi dispiace per chi vive ancora di più la discriminazione perché tutto quello che vorremmo è essere trattate da persone.

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